Cappuccetto rosso (in pelle) invade le boutique eleganti

Marianna Rosati «Il made in Italy? Si difende con l’ artigianato: nel mondo non abbiamo rivali

U n progetto tutto italiano basato sulla pelle, un piccolo gruppo rispetto ai giganti del settore che ha scelto la strada appropriata per un marchio di nicchia: i punti vendita internazionali di alto livello. E’ la storia di DROMe, marchio toscano della famiglia Rosati che dopo aver venduto al gruppo Prada il marchio Santacroce ha puntato su un progetto innovativo di pelletteria, lusso con respiro internazionale. Il direttore creativo è Marianna Rosati (Pescia, 10 Agosto 1980), studi al Polimoda di Firenze, un’ esperienza da Prada, e l’ idea, spiega, «di raggiungere un effetto-tessuto su un materiale vivo come la pelle: le metallizzature, i ricami, le forme decostruite, i tagli laser, la stampa digitale, insomma il prendere idee che vengono dalla camiceria e applicarle alla pelle». Una metamorfosi che piace a stylist delle riviste di moda e ai buyer: tra i punti vendita (190) ci sono nomi prestigiosi come H. Lorenzo a Los Angeles, L’ Eclaireur a Parigi, Harvey Nichols e Matches a Londra, Barneys Japan a Tokyo, Isetan a Singapore, Babochka a San Pietroburgo, Scarano & Eder a Kitzbuhel, Amicis a Vienna, Helga a Tel Aviv, Mercury a Mosca. Come fa un marchio di nicchia a trovare un ruolo circondato dai giganti (e spesso parte di mega-gruppi) della moda? «Lo sviluppo continuo – spiega Marianna Rosati – è nella natura di aziende più piccole e agili come la nostra. Si può sperimentare di più, lavorando direttamente con gli artigiani giusti, le concerie più adatte. La difesa del made in Italy si fa così: da noi ogni capo passa per le mani di un’ artigiano, e questo i professionisti come i buyer lo capiscono al volo, e i clienti in cerca d’ un certo tipo di novità anche (Wendy Hadida, buyer di L’ Eclaireur ha apprezzato “gli abiti e le bluse, leggeri e moderni”, la cantante Elisa ha indossato alcuni capi durante suoi concerti e in un video, come Boosta dei Subsonica, ndr ). Le differenze tra mercati in forte crescita come quello asiatico e quello russo? «Nel nostro caso in Asia piace tanto il capo rock, magari borchiato, aggressivo. In Russia funziona meglio il bon ton, la suggestione romantica». All’ ultima presentazione parigina, Marianna ha puntato sulla favola di Cappuccetto Rosso in un tono alla Tim Burton: tubini di nappa stretch, mantelline di pelle laserata, giacche di camoscio stampato. Anche se a volte, favole gotiche e illustrazioni di Gorey a parte, l’ ispirazione arriva in modo più semplice: dalla pellicola. Marianna, fotografa mancata, non è mai passata al digitale e continua a scattare su pellicola: «La grana, i diversi colori e la diversa saturazione dati dalle varie sensibilità e dalle varie marche, i tipi di sviluppo, la camera oscura: è anche quello artigianato, ma dell’ immagine. Proprio come non credo che non ci sia Photoshop che tenga e il digitale non abbia il fascino di una bella stampa tradizionale da pellicola, così sono convinta che l’ artigianato non si possa sostituire».

Matteo Persivale

Fonte :corriere della sera

Annunci
Categorie: Notizie | Tag: , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: