Made in Italy: Coldiretti, etichetta pesce al banco e ristorante

(AGI) – Roma, 16 giu. – Arriva l’etichetta per il pesce italiano venduto al dettaglio o servito al ristorante. A darne notizia e’ Coldiretti Impresa-Pesca, sulla base di una delle novita’ contenute nel decreto Sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri. Con la nuova normativa – sottolinea la Coldiretti – i soggetti che vendono al dettaglio o somministrano prodotti della pesca potranno utilizzare nelle etichette e in qualsiasi altra informazione fornita per iscritto al consumatore la dicitura “prodotto italiano”. Sara’ ammessa anche ogni altra indicazione sull`origine italiana o sulla zona di cattura del pescato piu’ precisa di quella oggi prevista dalle norme in vigore.
Attualmente – ricorda Coldiretti Impresa-Pesca – la legge sull’etichettatura prevede la sola indicazione della zona di pesca. Il pesce italiano, ad esempio, fa parte della cosiddetta “zona Fao 37”, che contraddistingue il prodotto del Mediterraneo.

“L’indicazione dell’origine per il pesce italiano e’ un provvedimento positivo ma non sufficiente ad assicurare al consumatore la possibilita’ di conoscere sempre l’origine di quanto porta in tavola o mangia al ristorante – sottolinea Tonino Giardini, responsabile nazionale del settore pesca di Coldiretti . Solo rendendo obbligatoria l’etichettatura d’origine, e non facoltativa, potra’ infatti essere garantita piena trasparenza rispetto a una situazione che vede oggi in Italia due piatti di pesce su tre provenienti dall’estero senza che nessuno lo sappia”. Un problema che interessa soprattutto la ristorazione, dove spesso vengono spacciati per tricolori prodotti che arrivano in realta’ dall’estero.

Le vongole – spiega Coldiretti Impresa-Pesca – possono anche provenire dalla Turchia, mentre i gamberetti, che rappresentano quasi la meta’ del pesce importato in Italia, sono spesso targati Cina, Argentina o Vietnam, ma anche il pangasio dal fiume Mekong venduto come cernia, l’halibut atlantico al posto delle sogliole o lo squalo smeriglio venduto come pesce spada.
Da qui la richiesta di Coldiretti Impresa-Pesca di estendere l’obbligo dell’etichetta d’origine, gia’ vigente per il prodotto che si acquista nelle pescherie o direttamente dagli imprenditori, anche ai menu della ristorazione. Il settore della pesca e dell’acquacoltura – secondo dati di Coldiretti Impresa Pesca – vede impegnate 13.300 imbarcazioni (circa 12 imprese), mentre la top-ten delle produzioni e’ guidata dalle acciughe (54.312 tonnellate), seguite da vongole, cozze, sardine, naselli, spigole, orate, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli.
Un attenzione particolare va messa anche alla tutela dei prodotti di allevamento di acqua dolce a partire dalle trote, di cui l’Italia e e’ paese leader in Europa per produzione e certificazione di filiera.

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