Iva: Cgia Mestre, aumento penalizzera’ Made in Italy – ASCA.it

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Iva: Cgia Mestre, aumento penalizzera’ Made in Italy

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Roma, 30 set – Domani l’aliquota ordinaria dell’Iva salira’ al 22%. Alla luce di questa novita’, l’Ufficio studi della Cgia ha individuato, sulla base della spesa media annua delle famiglie italiane, quali saranno i prodotti ed i servizi che subiranno i maggiori aggravi; la stima si basa sull’ipotesi che nel 2014 la propensione alla spesa al consumo delle famiglie italiane rimanga la stessa di quella registrata l’anno scorso (ultimo dato statistico oggi disponibile). Al vertice di questa particolare graduatoria troviamo i mobili, gli elettrodomestici e la manutenzione della casa. A fronte di una spesa annua delle famiglie italiane pari a 68,5 miliardi di euro, l’aumento dell’Iva comportera’ un aggravio annuo di queste voci di 567 milioni di euro. Fatto 100 il gettito atteso dalla spesa delle famiglie, con l’aumento di un punto dell’Iva sulle famiglie, questa tipologia di spesa incidera’ sul totale per una quota pari al 19,8%. Al secondo posto troviamo l’abbigliamento e le calzature. Con una spesa famigliare annua pari a 66,5 miliardi di euro, il ritocco dell’Iva portera’ un gettito aggiuntivo di 550 milioni di euro, pari al 19,3% del maggior gettito totale atteso. Al terzo posto di questa classifica troviamo le riparazioni, le manutenzioni e i pezzi di ricambio dei mezzi di trasporto. A seguito di una spesa famigliare annua di 36 miliardi di euro, l’incremento dell’aliquota ordinaria dell’Iva su questa spesa ”garantira”’ un gettito aggiuntivo di 298 milioni di euro, pari al 10,4% del maggior gettito previsto. ”A subire l’aggravio piu’ pesante – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – saranno gli acquisti dei prodotti made in Italy che costituiscono l’asse portante del nostro manifatturiero. Pertanto, il probabile calo dei consumi che interessera’ queste voci avra’ degli effetti molto negativi anche sulla miriade di piccole e medie imprese che gia’ oggi operano in condizioni di grave difficolta’ a seguito di una tassazione a livelli record, ad una burocrazia eccessiva ed asfissiante e di una crisi che continua a produrre i suoi effetti negativi”.

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