Shopping mondiale del lusso: l’80% compra se è made in Italy

Il settore del lusso ha di fronte a sé un’altra decade di crescita. A patto di investire su autenticità, trasparenza delle produzioni e digitale. «La frenata del motore asiatico trasformerà la corsa degli ultimi 15 anni in una camminata a passo molto veloce: sarà una crescita basata per il 70% sullo sviluppo organico e solo per il 30% su nuovi negozi, mentre negli ultimi dieci anni le percentuali erano pressoché invertite. Ma sempre di crescita si tratterà».

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Achille ha parlato dell’apparente paradosso tra necessità di crescita – anche per brand o aziende che hanno già dimensioni ragguardevoli, da 500 milioni di euro in su – e mantenimento di un’aura di esclusività. «L’unica strada è investire su qualità e artigianalità, persino quando si devono fare grandi numeri, perché sono queste le parole più citate quando chiediamo ai consumatori cosa significhi per loro lusso».

Altro tema centrale per i prossimi anni è il percorso che porta a scegliere un marchio, sempre più influenzato dal mondo digitale e in particolare da social media e blog. «In soli 12 mesi c’è stato un cambiamento molto significativo – ha spiegato Achille –. Nel 2013 il 50% dei clienti decideva cosa comprare dopo aver sfogliato una rivista più o meno specializzata o un magazine , mentre il 43% delle scelte erano influenzate dal passaparola. Nel 2014 le percentuali sono molto cambiate: il passaparola è salito al 49%, i magazine sono scesi al 39%. Ma dobbiamo intenderci sull’idea di passaparola: quel 49% è la somma di un 29% nel mondo fisico e di un 20% in quello virtuale».

Tornando alla distribuzione, i dati Bcg mostrano come già nel 2014 il negozio fisico non sia più il primo canale di vendita: è stato scelto solo nel 38% dei casi. Il restante 62% ha adottato un approccio “misto”: il 45% «ha fatto ricerche online e comperato offline», il 9% ha fatto «showrooming» (provare in negozio, comprare online) e l’8% ha cercato e comprato online. Last but not least – visto che la Cina ha rallentato ma resterà il motore a lungo termine del mercato del lusso – Boston Consulting Group invita a considerare che la distribuzione omnichannel è importante per il 75% dei clienti del lusso a livello mondiale, con un picco del 90% tra i consumatori cinesi.

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